PARTE SECONDA
F: ”Come puoi tu pensarlo, straniero? La mia è una vita piena: cosa desiderare, se non una certezza? Cos’altro può offrire, la vita? Se non un senso e un significato? Io l’ho trovato!”
S: ”Trovati vi siete! Ma non hai forse paura, di poter esser scacciato? Da quel senso tradito? Dalle mura esiliato?”
F: ”Io vinco paura; le mie giornate sono l’abbraccio che mi unisce a questa gioia, io le proteggo e niente esce dal mio cuore, la mia fortezza è la più sicura, le mie mura le più alte. Nulla esce né entra nulla.” … “Perché non fermarti, nel mio castello? Sarebbe gradita un po’ di compagnia, anche tu guardia, di un solo gioiello”
S: ”Non posso capire! Non posso accettare! Quale vita è la tua? Senza ricerca alcuna, né viaggio, né scopo? Nonvita è la tua! Noia, e stasi solo! Tra essere e non essere io scelgo il divenire. La mia vita è la ricerca di quella felicità che tu possiedi, non più che sfiorarla a me è concesso; è giunto il tempo, di andarmene da questo luogo”
F: “Dunque mi lasci, anche tu mi abbandoni. Nella felicità del perenne giorno, non vedo altro, intorno, che un eterno rimorso. E solitudine."
S: “Nel mio sogno! Nella mia ricerca, io vedo la vita. E ora che parto, che dall’oasi m’involo, mi domando sospettoso…Forse ricerco una felicità che già posseggo? E chiedo grazie, per il male del mondo, che tanta gioia mi fa scordare. Solo amnesia mi spinge a viaggiare.”
Perché la felicità è come quella mela, la più alta in cima a quell’albero …”Dimenticata no, ma non raggiunta”
martedì 3 aprile 2007
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