PARTE PRIMA
Ed ecco che si avvicinava una delle tanto sospirate mete, un giardino verdissimo di primavera, in cui i primi fiori sbocciavano introducendo il Sognatore in una tutta spirituale metafora della vita che troppo di rado egli ritrovava dentro di sé. Spiccava in quel prato una sagoma d’uomo, sfumata e indefinita…
Sognatore: “Oibò, chi sei tu dunque? Chi popola il mio sogno, sgranandomi gli occhi?”
F: “Chi sono io, vorresti sentire…il nome mio, sapere vorresti. Non scorgi allora, il mio volto luminoso? Il mio brillante sorriso? Felice son io, Uomo Felice è il mio nome”
S: “Stai forse dicendo che son giunto infine? Questa è l’Oasi Felice? Sei proprio sicuro, di non mentire?”
F: “Sicuro lo sono; chi abita questo luogo è un uomo felice, ma molti ne ho visti, simili a te, e dopo esser giunti, son ripartiti”
S: “Svelami allora, l’arcano segreto: come potesti la felicità carpire? In questo loco, stabilirti?”
F: “Segreti non sono; la felicità mi ha inseguito, infine raggiunto, e io l’abbracciai.”
S: ”Ecco, un altro mistero, da svelare; mi hanno insegnato a dubitare, di quel che non ho conquistato: ma forza, coraggio, perché non mi dici qual è la vita di questi Felici?”
F: ”Il sole estivo illumina ogni giornata, e io gioisco, e gioisco perché sono felice, mi felicito della mia gioia”
S: “Ma non è forse una gran noia? Tutta questa luce, questo immenso brillàr, davvero tu insisti, a chiamarlo felicità?”
domenica 1 aprile 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento