Ancora quattro giorni mi separano da quella scadenza, quell'ultimo giorno in cui potrò presentare la domanda di partecipazione al progetto TIME (Top Industrial Management for Europe), per chi non si ricordasse, o non l'avesse mai saputo, si tratta di un progetto che mi offre la possibilità di studiare due anni all'estero, garantendomi una laurea nell'università straniera oltre a quella del Politecnico di Milano. Mi piacerebbe andare a studiare in Danimarca, presso la Technical University of Denmark, meta un po' insolita forse, ma è una delle migliori università nel mio campo di studio, e anche una delle poche se vogliamo dirla tutta. Inoltre tutti gli studenti danesi all'università studiano esclusivamente in inglese, e chi mi conosce sa che, in ambito formativo diciamo, desidererei poche cose più che imparare l'inglese davvero bene. Così, poichè fa parte di me, e poichè sono questi i pensieri che affollano queste giornate, vi scrivo qualche spezzone della lettera di motivazioni che dovrò presentare, dopo ahimè...averla tradotta in inglese...non stupitevi dunque se lo stile è meno curato del solito...(la lettera completa la metto nei permapost per chi avesse voglia di leggerla)
[...] "Spesso riflettere su una questione di tale importanza, su un cambiamento così radicale del proprio futuro, fa paura, così come non può non intimorire un viaggio, che per definizione, comporta qualche rischio, qualche incognita."
[...] "La decisione stessa è secondo me un indice della motivazione di una persona, perché a volte è molto semplice ritirarsi nel proprio mondo, nel proprio angolo, nella propria tranquillità, evitando ogni rischio, senza di fatto prendere alcuna decisione; invece no, mi sono impegnato, per mesi, per giungere a una decisione e a questa lettera."
[...] "Questo progetto mi può permettere non solo di viaggiare, ma anche di conoscere in profondità un paese straniero, una mentalità, usanze, una lingua diversa dalla mia: vedere come vivono, come studiano, come lavorano. Mi permetterà di confrontare non solo il mio paese, con quello che mi ospita, ma di confrontare me stesso, le mie opinioni, con quelle di studenti danesi, ma anche provenienti da tutto il resto del mondo."
[...] "In questo senso quello che studio risponde a queste mie esigenze, ma so anche che in Italia non sono molte le offerte di lavoro in ambiti così tecnologicamente avanzati: io non voglio precludermi nessuna possibilità, questa esperienza all’estero può essere un trampolino di lancio verso un lavoro più sicuro, ma soprattutto verso un lavoro che meglio corrisponda a quello che desidero."
[...] "È un’opportunità di mettermi in gioco, imparare a vivere da solo: perché con questo viaggio aumentano anche le responsabilità, in ogni caso sarà un’esperienza costosa, e i miei soldi non potranno bastare, ancora una volta dovrò chiedere il loro aiuto, ma voglio e saprò dimostrare di esserne degno, oltre che grato, non li deluderò."
sabato 24 febbraio 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento