lunedì 5 febbraio 2007

L'unione delle menti

Perseverando sulla strada dello sperimentalismo, quest’oggi vi propongo qualcosa di un po’ insolito per il mio blog, un articolo decisamente meno personale e anzi al contrario, direi, collettivo…Per una volta insomma sarete non solo gli animatori, ma i veri e propri protagonisti. Insomma state assistendo alla nascita di una nuova sezione, quella che conterrà le pagine di pubblico dominio per così dire, l’Agorà del mio blog!
INTRO…per intenderci…se volete saltate pure… Da un po’ di tempo mi porto dietro alcune di queste intricate riflessioni, ve le riporterò così come vengono, senza alcuna pretesa di completezza… Al centro del Politecnico è incisa una frase che suona così: “L’edificio della scienza è l’opera non della mente solitaria, ma delle menti associate…”, è questo lo spirito che vorrei suscitare… Eppure a volte…Le cose procedono lentamente, non tanto perché non si riesce a portarle avanti, quanto perché si è troppo occupati a difendersi dalle opinioni e dalle critiche altrui, se invece ci fosse un ambiente tale da consentire a chiunque di esprimersi liberamente, senza paura di “ritorsioni”, forse saremmo tutti più liberi di sbagliare…ma soprattutto le correzioni degli altri permetterebbero di arrivare prima alla soluzione dei problemi, è quello che propongo a voi…esprimete i vostri consensi, ma soprattutto le vostre critiche!
Risale ormai all'inizio della settimana scorsa, all'indomani della giornata mondiale della memoria, quel pranzo durante il quale discutevo su quelle che erano state le persecuzioni degli ebrei nella storia. Miei interlocutori erano mia madre e mia nonna, insomma, quello che stava prendendo corpo, era il confronto tra tre generazioni.
Così parlavo della storica e antica diaspora, e fu proprio allora che realizzai una cosa piuttosto inquietante: ovvero che ormai, non avevo la più pallida idea di quando la diaspora ebbe inizio, e perché...In fondo era solo la dimenticanza di un evento storico, anche se fondamentale per tutta la storia successiva; la vera cosa inquietante, a mio parere, era la totale ignoranza in materia religiosa. Fu così che come spesso avviene, da questa convinzione iniziale, il pensiero ha iniziato a fluttuare da una congettura all'altra, producendo la seguente idea…
Per quale motivo dovremmo porci tanti problemi riguardo a un simbolico crocifisso in un'aula? Non sarebbe invece opportuno, e decisamente più utile, rendere obbligatorio per tutti un insegnamento di “Religioni”; sottolineo il plurale, perché quello che sto dicendo non ha nulla a che fare con il credere o meno, o con la fede. Non sono forse le diverse religioni, prima di tutto, un punto saldo della cultura? Questa la parola chiave! Cultura! Perché non dovrebbero meritare le religioni di appartenere alla cultura dei popoli, così come arte, scienza, filosofia, storia?…Di essere insegnate obbligatoriamente, considerato quanto hanno influito, e influiscono sul mondo? Finalmente si potrebbe avere un po' di conoscenza vera, fondata e sincera di quelle che sono le credenze altrui, non solo per sentito dire. Non è forse doverosa, un po’ di informazione, in un mondo ancora capace di inneggiare alla guerra santa?

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