Qualche giorno fa....
Poco tempo fa, pensavo alle piccole cose e al contempo pensavo a tutte le volte che penso alle piccole cose, in un originale circolo vizioso, purché sempre più piccolo, come una spirale. Al centro della spirale, la consapevolezza di quanto sono magiche, e importanti.Ogni volta che ci penso subito mi si dipinge nella testa un'immagine. Luglio 2001, cinema di Albenga, detesto non ricordarne il nome. Il Favoloso Mondo di Amelie. Non ricordo molto bene questo film; girovagando tra i vostri blog ho visto che è piaciuto a moltissimi di voi, sinceramente non mi aveva impressionato: so che lo ricorderei meglio se mi avesse impressionato. E questo è un teorema, per i film che guardo io. L'immagine che mi è rimasta scolpita invece, è quella in cui Amelie passava di fronte al fruttivendolo. Era un fruttivendolo?
Mi ricordo il suo segreto, furtiva infilava la manina in quei cesti, contenenti quei legumi, mi pare proprio fossero legumi, ma non è importante: così tanti, così piccoli, ciascuno uguale al suo vicino, eppure tutti diversi. E lei tastava quel mondo ignoto, forse inaccessibile a tutti gli altri. Chiudeva gli occhi. Quella manina girava, rigirava, si contorceva, disegnava spirali anche lei, alla scoperta di quell'universo infinito, tutto racchiuso in un cestino di legumi. Ogni granello era un mondo a sé stante, con le sue montagne, le sue valli, i suoi fiumi, persino le sue persone. E chissà, forse tra i miliardi di abitanti di quel granello ve ne era uno un po' particolare: un regista, che magari un giorno deciderà di girare un film, o magari lo ha già fatto millenni or sono, e in quel film vi sarà una fanciulla. Una ragazza orgogliosa e felice di vivere le sue piccolissime cose, di infilare la manina in un cesto di legumi. Magari in quel film avrebbe avuto un altro nome, magari Andromeda. E forse ne esistono infinite di Amelie. Di una cosa sono certo: quei legumi, sono le cose più piccole che mi vengono in mente, e per lei erano le più grandi, e le sensazioni che provava, indescrivibili. Un senso di tale sublime grandezza, contenuto in una personcina così piccola, scaraventata di fronte all'infinità di infiniti microcosmi, tutti contenuti in un fagiolo.
E tutto questo era per dire che nel mio piccolo, sono proprio queste le impressioni che ho avuto. Qualche giorno fa...Ho rimesso piede in un campo da tennis, sarà stato un anno che non ne toccavo uno, “toccavo” proprio fisicamente, lo tastavo, immergevo le dita in quella terra rossa, come il sangue, come il sole, come il cuore, come l'Amore. E sentivo i granelli scorrermi fra le dita, riempirne ogni insenatura, rendendole perfette, tonde. Da quelle mani niente sarebbe più potuto scivolare, quello che desideravo, per un attimo, per un infinitesimo istante, era tutto lì, a portata di mano, bastava afferrarlo. Nessuno avrebbe potuto portarmelo via, non da quelle mani, non da quelle dita.
Ora potrei andare avanti; sarebbe tutto inutile. Scrivere e scrivere nel tentativo favoloso di condensare una lenticchia in una pagina di un blog. Impossibile. Preferisco fermarmi qui, perché sta a voi coltivarvi la vostra pianticella, trovare i vostri semi, e se lo fate...D'accordo, la vostra vita sarà un minestrone, ma almeno...mi avrete capito.
mercoledì 4 luglio 2007
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