giovedì 19 luglio 2007

Due per uno

Non ci avrete mai fatto caso, ma i miei ultimi post appartengono tutti alla sezione "riflessioni" o più spesso "suggestioni", qualche volta "cinema", in ogni caso sono le categorie meno impegnative perchè mi permettono di dire quello che penso, quello che sento, senza lunghi ragionamenti; quelli sono rivolti alla tesi, approposito, è giunto il momento di dirlo in sede ufficiale, salvo cataclismi megagalattici il 27 luglio sarò laureato. Potrò farmi chiamare Dottor Pigmalione, che dite? Non piace a me neppure...
Il mondo intorno cercherà di convincermi che si tratta di un grandissimo risultato, a volte riuscirà nel suo intento. La verità è che più spesso non lo avvertirò come tale, altre le cose cui davvero tengo.
Potrei vederlo così questo periodo, forse come un po' tutta la mia vita...Come quella di una persona che tira respiri lunghissimi assoparando un' infinità di profumi, ma senza avvicinarsi all'unica essenza realmente desiderata. Chissà poi di che si tratta...
Queste serate? Grandioso per carità, bello sentirsi liberi anche senza esserlo, giocare a tennis e vincere ancora, una doccia fredda e di corsa alla solita festa universitaria del mercoledi sera. Due per uno. Due cocktail al prezzo di uno. Un paio di granite alla fragola, con il peggior succo alla fragola che mai ho provato. Unica consolazione del fatto che non ho nessuno a cui offrirlo. Respiro a fondo quando vedo quell'esercito infinito di amici più o meno intimi in quel locale; tutti che si stringono, spingono, solo per poter dire di aver respirato più a fondo.
Poi mi accorgo di respirare solo vuotezza.
Tutto bene, ci mancherebbe. Mi diverto e la vuotezza mi fa respirare, mi tiene in vita.
Intanto il tempo passa, si avvicinano quelle date scolpite per sempre nella mia carne, incise nel diamante, tatuate sul cuore. Mi chiedo: "Cosa devo fare per prepararmi a quelle date?". Forse è una domanda insulsa, ma continua a tornare...
Sembra che la mia vita sia un complicatissimo puzzle, vorrei che qualcuno mi insegnasse a comporlo, ma riesco solo a mettere insieme due pezzi ogni tanto. Lontana la visione del soggetto, del mio obbiettivo. Qualche volta forse mi illudo di scorgere in quei pezzi qualcosa, idee che muiono sul nascere. A volte mi sembra di aver trovato il pezzo mancante, in questi giorni mi sforzo un po', e a furia di insistere il pezzo entra; ma c'è poco da fare, non è quello il suo alloggio, e allora tanto vale ricominciare a cercare.
E per la cronaca, non fidatevi delle docce fredde, non ho mai sentito così caldo come ora.

Nessun commento: