Stanotte vorrei scrivere; si scrivere come non mi concedo di scrivere da mesi forse, con la più assoluta e svincolata libertà che mai mi sono concesso, come poche altre volte ho voluto fare. Scrivere all'impazzata, guidato da una fantasia il cui nome ingannevole porta a pensare a qualcosa di gioioso, mentre la fantasia di stanotte è la fantasia della passione furente e inarrestabile, del tormento e della preoccupazione. Nessun vincolo barriera ostacolo muro, perché se qualcuno tentasse di erigerlo verrebbe spazzato via dalla furia ingiustificata e senza senso di questo istante.
Stanotte vorrei gridare, gridare più forte che posso, una poesia una canzone, un nome. Trovarmi in un luogo all'aperto; però, per una volta circondato da nessuno, assolutamente nessuno. Ovunque il vuoto, nessuna anima che possa rispondere, nessun muro che possa essere specchio per le mie grida. Nessun muro, e neppure il pavimento, un me stesso fluttuante nell'etere eterno, così che la mia voce possa giungere all'infinito senza alcun ostacolo, fino a raggiungere Dio; perché forse, si, forse vorrei tornare a dialogare con lui. E forse vorrei arrendermi a un senso del tutto preconfezionato.
Stanotte vorrei fermarmi, guardare al passato. Erigermi al di sopra di un altare, anzi no, meglio una torre di Babele. Da lì guardare indietro, fino alle origini; dimenticarmi del futuro e concedermi attimi di sola purissima malinconia. Un sentimento che mi estranei da tutto commuovendomi all'inverosimile, facendomi piangere e infuriare. Riscaldandomi della coperta di quelle cose accadute, quei sentimenti provati, certezze che sono state, e mai, mai, mai potranno cambiare. Ma allo stesso tempo...e si.. scrivo un “MA” dopo il punto, perché questo desidero stanotte, essere libero finalmente di scrivere quel MA dopo quel punto, è da una vita che lo desidero e l'ortografia non lo permette, ma io voglio esattamente quel MA dopo quel punto... perchè io finisco un argomento e poi dico qualcosa che è l'esatto contrario...e ci vuole un MA, un fortissimo MA e nient'altro può sostituirlo. Dicevo...Ma allo stesso tempo voglio guardare al futuro, concentrarmi su di esso, sempre dalla cima di quella torre, ma stavolta, prenderei in mano una gomma, o meglio uno di quei cancellini per le lavagne, e piano piano cancellerei ogni pagina di quel passato, per guardare al futuro e lui soltanto, senza il peso di alcuna responsabilità, senza la gigantesca coscienza di me stesso, senza ricordi.
Stanotte vorrei dividere questa notte in mille notti, perché finalmente vorrei avere il tempo per fare tutto ciò che vorrei fare stanotte. Voglio una notte per scrivere, tutta notte, scrivere un racconto frutto della mia appassionata fantasia, finalmente vera letteratura. Vorrei una notte per leggere un libro, un libro di filosofia, e lasciare vagare il pensiero, lasciare che esso venga suggestionato da quelle frasi che trascendono il cosmo. Vorrei una notte per leggere il Faust, una lunghissima notte. Vorrei una notte per andarmi a trovare il libro “Cos'è la matematica” , libro che in un passato non rintracciabile mi fu consigliato e che sempre avrei voluto leggere ma mai lo feci. Vorrei una notte per dipingere, una per nuotare in mezzo al mare, una per pattinare, una per imparare a cavalcare, una per giocare a tennis, una per darmi alla fotografia, e forse mille notti non basterebbero.
Stanotte vorrei parlare, parlare con tutte le persone che conosco, dalla prima all'ultima, componendo dialoghi mistici. Dialoghi in cui anche alla persona più lontana e meno conosciuta, confiderei fino all'ultima parola ogni singola cosa, buona, cattiva, stupenda o terribile che penso di lei. E da questa notte pretendo che tale persona faccia lo stesso con me, così che in una singola notte si possa fare chiarezza, quella chiarezza che di fatto non ci sarà mai per una vita intera. Il legame più cristallino e sincero che possa esistere. E da domattina tutto potrebbe cominciare da capo, in una storia che non si è mai vista, e chissà se ci piacerebbe.
Stanotte vorrei averla con me, trascorrere la notte con Lei. Ma ora mi rendo conto che è il momento di finirla, devo smettere di scrivere. Perché mi sono reso conto di una cosa: mi ero sbagliato, esiste un muro che persino ora non voglio valicare, quello della nostra intimità, quello che erige Lei. Troppo preziosa quell'intesa segreta, non intendo profanarla.
Buonanotte gente, la mia non lo sarà perché di tutti questi desideri, ne esaudirò soltanto uno. Pardon, a pensarci bene, neppure quello.
mercoledì 27 giugno 2007
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