giovedì 21 giugno 2007

Grindhouse

Because it was a fifty fifty shot on wheter you'd be going left or right. You see we're both going left. You could have just as easily been going left, too. And if that was the case... It would have been a while before you started getting scared. But since you're going the other way, I'm afraid you're gonna have to start getting scared... immediately!
D'altronde Tarantino l'ha detto; ora io non ne conosco il motivo, ma funziona sempre così, ci si può credere o meno, ma quando si chiede a un artista una spiegazione sulle sue opere, tutti ci aspettiamo chissà quali dissertazioni filosofiche, loro regolarmente ci stupiscono con sentenze di raffinata banalità, così Tarantino giustifica le sue opere con uno sconvolgente: “A me gli altri film annoiano”.
Una cosa è certa, Grindhouse non annoia, mai; ma le cose non finiscono qui, la parola Grindhouse si riferisce ai tipici cinema all'aperto degli States, cresciuti a centinaia negli anni settanta, ma non cinema qualsiasi: i film riprodotti erano famosi per la loro scarsa qualità, volti a stupire più che altro, scene horror, thriller, agli estremi del trash e dello splatter, violenza, sesso, la facevano da protagonisti. Insomma il loro obbiettivo era attirare gente, quasi prestando una maggiore attenzione alla pubblicità che non ai contenuti, Tarantino prende tutto questo e lo rielabora, lo innalza ai vertici del cinema mondiale, concilia la raffinatezza con il grottesco. Non a caso di Grindhouse sono usciti svariati trailer, molti dei quali falsi, del tutto scorrelati dalla trama e certamente stupefacenti: per avere un'idea vi consiglio di vedere questo e il sito ufficiale .
Andiamo con ordine, riprendiamo da principio, tutto nasce in una sera, Tarantino che porta a casa di Robert Rodriguez i poster di alcuni vecchi film; per chi non conosce quest'ultimo regista, si tratta dell'autore di “Dal tramonto all'alba” e "Sin City”, nonché amico e spesso compagno di lavoro di Tarantino. Mi immagino la scena meravigliosa, due amici che sorseggiano birra, o magari un Four Roses, guardando quei poster di film come “Rock tutta la notte” e pensano: “Ho sempre desiderato fare un film doppio”, “Che sia!”. Così nasce Grindhouse, diviso in due capitoli: “Death Proof” diretto da Tarantino e “Planet Terror” di Rodriguez. Di certo, non sapevano che quel mondo della pubblicità, cui loro stessi facevano richiamo, avrebbe fatto si che in Italia queste due parti comparissero separate, sacrilegio; così che non potrò parlare di altro, se non del film di Tarantino, anch'esso dviso in due episodi. Poco conta il soggetto, tutto sommato simile nelle due parti: uno stuntman dall'originale nome di Stuntman Mike (il mitico Kurt Russel) che trova gusto nell'uccidere... o tentare di uccidere..., delle ragazze indifese... o un po' meno indifese...
Quanto al mio giudizio, vi dirò, non è così scontato come per altri film di Tarantino, meglio, diciamo che ho preferito il primo episodio, forse perché più simile a film precedenti di Tarantino, non so, la sua prima storia mantiene una certa unità strutturale, una sua completezza nella sua assurdità; la seconda.. è anch'essa coinvolgente, ha ritmo, stile, ma davvero non ha senso, o forse devo solo pensarci ancora un po' su...

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