lunedì 6 novembre 2006
Irriducibile università
Diciotto e ventitre, diciotto e cinquantatre, diciannove e ventitre… di mezz’ora in mezz’ora scorrono le giornate, regolate da quell’appuntamento irrinunciabile, ahimè, quello con il treno; intendiamoci, il sentimento non è reciproco, perché se io sono obbligato a regolare la mia vita in base ai suoi orari, lui non ci pensa neppure a rispettare i tempi! D'altronde fa parte di quella vita universitaria che mi appartiene, a cui appartengo. Quella vita che ho scelto, e che sceglierei ancora, quella che mi conduce agli esami, quella che mi conduce lontano dal blog. Eccovi spiegata la mia assenza, quello che invece non mi spiego, per quanti sforzi faccia, è l’organizzazione di questi studi, niente di più incomprensibile…Solo una cosa chiedo, poter conciliare università e resto del mondo e sarebbe semplice in fondo: se solo qualche potere invisibile non avesse deciso che dopo due mesi di corsi ininterrotti, di mattino, di pomeriggio, di sera, meritiamo solo un weekend per preparare tre esami. Proprio non capisco, tutti i professori ammettono che ci manca tempo, che facciamo le cose troppo rapidamente, eppure, non fa niente nessuno: cosa posso fare io? Ci penso e non trovo risposta. No! Ne trovo una, ciò che posso fare è sopravvivere come ho fatto finora, e per due settimane prima degli esami, immergermi in un mondo diverso, lontano, uno studio intensissimo, una “non vita”, senza posa, senza tutto, se non lo studio. E tutto questo per passare qualche esame magari, per mantenere la tua ottima media magari, non certo per imparare, o no…per quello serve più tempo, molto più tempo e molto meno stress, un apprendimento equilibrato e costante, chissà magari, conciliabile con la vita?!?
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