Aspettavo la neve con ansia, non che quella di oggi si possa dire una grande nevicata, in verità proprio per niente; per la prima volta questo pazzo clima mi ha davvero preoccupato. D'altronde ricordo che persino gli scorsi anni, con climi molto più rigidi, i nostri ghiacciai erano in pericolo… ma questo è un altro discorso, discorsi che nessuno sente con piacere, già i giornali si occuperanno di assillarci per un anno intero. Di certo non mi ci metterò anch’io.
Gli ultimi giorni sono stati tranquilli, cosa che generalmente dovreste intendere in senso negativo, conoscendomi, ma non questa volta; tutto sommato alcune conversazioni, alcune situazioni, hanno portato qualche novità, che il futuro potrebbe trasformare in qualche cambiamento, tutte piccole cose, almeno per ora, ma mi hanno comunque garantito qualche speranza in più, come la speranza di questi spruzzi di neve. Non vi parlo neppure di queste novità tuttavia! Ancora troppo fragili!
Sono stato molto impegnato, ma domani finiscono i corsi, significa che avrò più tempo per me stesso, nonostante il frenetico studio, nessuna lezione per un lunghissimo mese e mezzo! Se ci penso mi pare un tempo interminabile! Significa anche che inizia la sessione di esami, a riguardo vi avevo scritto un post tempo fa, indignato! Stavolta non mi posso lamentare come allora, sono più sereno, ho un po’ di tempo in più per studiare, per organizzarmi, per affrontare i quattro esami che mi aspettano. Potrebbe persino essere che questa calma eccessiva sia la mia rovina, ma per ora non ci penso.
Vi lascio la suggestione di un mondo umile, modesto e veloce che scorre davanti al finestrino del mio treno: spunta un albero, poi un altro, un campo che a stento ricorda la sua fertilità estiva, una casa, poi un'altra. Una pellicola ritmata dalla lenta e tenera cadenza dei fiocchi di neve che dubbiosi, titubanti, cadono al suolo, ma ancora non trovano la forza, o il coraggio, di resistere al loro fatale discioglimento...
giovedì 25 gennaio 2007
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