Quella mattina, come ogni mattina, PigMei si svegliò, o meglio uscì da quello stato di altissima trascendentale contemplazione dell’essere che i comuni sono soliti chiamare…”sonno”…come ogni mattina si materializzò presso la sua università e come sempre giunse in anticipo, abitudine che difendeva orgogliosamente, mediante uno di quei viaggi tutti spirituali, utili a risvegliare l’antica e raffinata arte della telecinesi.
Così decise di concedersi una sana colazione, ordinò un caffè e una squisita brioche alla marmellata, l’unica che potesse soddisfare la sua infinita brama di conoscenza dei sapori; mentre levitava tra una meditazione papillo-gustativa e l’altra, uno sconsiderato giovane gli si avvicinò chiedendo di potersi sedere allo stesso tavolo; PigMei mosso da un indescrivibile senso di pietà, che mai avrebbe dimostrato solo qualche secolo prima, decise di acconsentire a quella proposta insolente…Prima di ordinare, il ragazzo lasciò al tavolo il suo umile giaccone, la cui sola vista fece incrinare la luminosa aurea di PigMei, facendolo cascare a terra sul pieno del suo illustrissimo osso sacro.
Poco dopo, l’ingenuo ragazzo tornava, inconsapevole dello straordinario evento che si sarebbe verificato da lì a poco. Il vecchio PigMei, che inutilmente dilatava lo spazio-tempo intorno a lui allo scopo di far passare il lancinantissimo sacro dolore che lo affliggeva, pensò di concedere una seconda possibilità a quel giovane, invitandolo ad una candida e sincera conversazione. Nessuno conosce il motivo di una tale inusuale benevolenza: che il vecchio avesse riscoperto un‘arcana legge del suo antico codice da tempo dimenticato? Che forse semplicemente stesse mostrando i primi cenni della sua centenaria demenza senile? O forse voleva solo un po’ di compagnia, quel vecchio i cui mistici studi avrebbero richiesto tutto il resto della giornata?
Quello che avvenne realmente nessuno avrebbe potuto prevederlo, neppure le famigerate predizioni profetiche di PigMei. Il ragazzo si accostò titubante al tavolo, e in un interminabile istante, afferrò quel giaccone, lo posò sul tavolo accanto, liberatosi da poco, congedando così PigMei da quella conversazione morta, ancora prima di poter nascere. Poco importa cosa spinse il giovane al gesto inaudito, se un semplice atto di cortesia o un arrogante affronto alle intenzioni del vecchio, PigMei, era inconsolabile. “Così cominciò il massacro del tempio Shaolin e di tutti i 60 monaci che ospitava, per mano del Loto Bianco. E così cominciò la leggenda della Tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita.”
sabato 20 gennaio 2007
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