mercoledì 25 ottobre 2006
Il Sonno Bianco
Quante volte quelle stesse sensazioni si erano impossessate di me? Difficile dirlo ma l'impressione è che fossero state frequenti, in fondo forse non era così importante saperlo, la vera domanda era un' altra; Chi o Cosa era il fautore di quel sonno inspiegabile, profondo, quella malattia indolore che mi consumava, il "sonno bianco", sonno, perchè simile a una droga inebriante che mi rilegava ad un esistenza di vuota estasi dei sensi, lontano dalla più degna e soddisfacente estasi della ragione, e bianco, perchè, come una lama, lacerava la mia mente in modo furtivo e silenzioso, quasi discreta, come se per me mantenesse una qualche forma di riguardo particolare.Chi la causa, l'artefice di una tanto vile arma, chi si nascondeva dietro di me colpendomi alle spalle, senza neppure il coraggio di mostrarsi, di ingaggiare uno scontro alla pari, l'uno di fronte all'altro. Il susseguirsi dei pensieri scandiva lo scorrere dei minuti che a partire dal mio risveglio ormai si affollavano tutti uguali, indistinti, allora i minuti si trasformavano in ore e l'impossibilità di trovare, ma anche solo di cercare la risposta alla mia domanda, mi concedeva l'occasione di scrivere queste righe. Ma bisognava fare in fretta, era vitale, quando avrebbe colpito di nuovo? Il Sonno Bianco! Nessuno poteva saperlo, neppure io che lo sentivo crescere dentro di me. Dovevo capire, prima che sopraggiungesse! Forse la volta successiva non mi sarei più svegliato, Lui avrebbe vinto, e questa sarebbe stata la mia ultima frase, per sempre.
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